Missioni

 
 
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DON DANIELE CASPANI

sacerdote diocesano fidei donum

già vicario parrocchiale a Gurone

opera in Brasile, San Paolo

 

 
Un abbraccionissimissionario ONLUS 
 
Sede: Via S. Gaetano, 10/c  -  23880 CASATENOVO   (LC)       Cod. fisc.   94031610135 Segreteria  cell.  339-5964043 unabbraccionissimissionario@gmail.com 



Ciao carissimi,
so che alcuni di voi potrebbero essere arrabbiati per il mio prolungato silenzio, ma è giustificato da molti recenti cambiamenti che sto tentando di vivere al meglio, affrontandoli con determinazione e confidando in Dio, sempre al centro e all’origine del lavoro fatto sia in Italia che qui in Brasile.
Quando sono stato in Italia a maggio, raccontavo dell’ottimo lavoro e degli ottimi risultati nel campo dell’istruzione, nonostante alcune difficoltà ed esponendo tutta la mia preoccupazione affinché il lavoro
potesse continuare e dare i suoi frutti. Nel frattempo, in Brasile, il nuovo vescovo durante una riunione con i sacerdoti annunciò la decisione di chiudere tutte le scuole della diocesi, o meglio, di voler togliere dalla partita iva della diocesi tutte le scuole che stavano creando problemi per la riorganizzazione della diocesi stessa.
Il 31 luglio ho saputo che era già stato nominato il nuovo parroco di Sao José dos Basílios, il cui ingresso ufficiale era già programmato per il 25 di agosto. Entro il 20 di agosto, quindi, la casa delle missionarie
doveva essere lasciata libera. Le missionarie dovevano, perciò, cercarsi una nuova casa fuori dalla parrocchia, non potendo abitare nemmeno nella casa costruita loro appositamente. Sempre al 31 luglio mi
è stata presentata l’idea di trasferirmi in Arame per sostituire padre Artur e al 5 di agosto, pochi giorni prima dell’arrivo in Brasile del nuovo Arcivescovo “don Mario Delpini”, era già divulgato il decreto in cui si annunciava che dall’1 gennaio 2018 io avrei abitato in Arame.
Mettetevi nei miei panni!!! Ho conservato la calma, difeso il lavoro delle missionarie e risolto il problema di una casa per loro, accompagnato l’ingresso ufficiale del nuovo parroco, cercato una soluzione per la scuola di Sao José dos Basílios e per la scuola di Dom Pedro e sto attualmente trattando con le amministrazioni dei due comuni. Spero andrà tutto bene e, per questo motivo, ho bisogno delle preghiere di tutti voi!
Ho dato la mia disponibilità a trasferirmi in Arame, con un pizzico di ironia, visto che il decreto era già divulgato in Facebook e noto a tutta la diocesi… Per sostituirmi, come detto in precedenza, è arrivato un nuovo parroco in Sao José e arriveranno un parroco e un coadiutore anche in Dom Pedro. Mi sento felice e spero che… tre facciano meglio di uno!!!
Per quanto riguarda Arame, la parrocchia è grande come la Valle d’Aosta, ma senza il Cervino e nemmeno il Monte Bianco.
Vi chiedo molte preghiere, solo preghiere, e vi aggiornerò al più presto su come stanno andando le cose!
 
 


Editoriale della rivista diocesana Il Segno - mese di ottobre 2017



Per tutti, tutti! Questo numero dedica ampio spazio al nostro nuovo Arcivescovo monsignor Mario Delpini, che domenica 24 settembre ha fatto l’ingresso in Duomo per dare inizio al suo servizio alla nostra Chiesa ambrosiana. Ma questo è anche il numero di ottobre,mese dedicato alla missione, all’annuncio dell’Evangelo a ogni creatura,fino agli estremi confini della Terra. Con un termine di recente invenzione, possiamo dire che questo fascicolo è glocal,globale e locale.Locale perché dedicato a un evento tutto ambrosiano,di grande gioia per la nostra Chiesa locale che accoglie il suo nuovo Pastore. Globale perché l’amore per la nostra Chiesa locale non può voler dire chiusura localista,ma è amore rivolto a tutti,perché per tutti è l’Evangelo, la buona notizia dell’amore di Dio per tutti. Possono sembrare due temi distanti,il nuovo Vescovo e la missione. Non è così. Per almeno tre ragioni. La prima: il nostro nuovo Vescovo dedica da anni le sue vacanze estive a visitare Paesi di missione e i missionari che vi operano (anche quest’anno si è recato in Brasile).La seconda: il nostro Vescovo ha particolare stima per quanti - preti,diaconi, religiosi, religiose e laici - lasciano la nostra terra per vivere la parola di Gesù,«andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15);e ci invita a «dare la parola a quelli tra noi che hanno conosciuto, amato e sofferto altre Chiese, altre culture, altre povertà e altre ricchezze...I preti fidei donum (preti che per alcuni anni lasciano la nostra Diocesi per servire Chiese lontane e portare loro «il dono della fede», ndr)... hanno un bagaglio di esperienze, di competenze, di riflessioni che è troppo spesso sottovalutato». E infine la terza ragione: l’annuncio dell’Evangelo a tutti, proprio a tutti, è tema caro al nostro Vescovo:«Gesù è morto per tutti.Tutti:i credenti e i non credenti,i buoni e i cattivi,quelli che lo onorano e quelli che lo bestemmiano,quelli che costruiscono chiese e quelli che le distruggono,i cristiani e i fedeli delle religioni antiche e moderne, tutti!».Così in Duomo,il 24 marzo 2015. E quello stesso anno, per la Pasqua,guardando il Crocifisso Delpini si chiedeva:«Come sarà che quel morire solitario sia vocazione che tutti (tutti!) raduna?».E in un altro testo per l’Epifania 2014, di nuovo il punto esclamativo:«Paolo è l’avanguardia della Chiesa...che annuncia il mistero che gli è stato rivelato perché tutti, tutti! possano incontrare il Signore in cui tutti sono stati benedetti, tutti chiamati...». E ancora: «Tutti sono amati,Gesù è morto per tutti,tutti sono attratti da colui che è stato innalzato». Se la missione scaturisce da questa attrattiva che l’Innalzato rivolge a tutti, allora la missione è un andare mossi dalla simpatia. La «simpatia per le genti si manifesta come un desiderio di incontro, come una benevolenza che resiste anche al disagio della differenza e al disappunto della resistenza. Le persone,le genti meritano la stima, la discrezione,il rispetto e la dedizione fino al sacrificio» (ibid). Per questo la missione «non è proselitismo che vuole incrementare il numero,non è l’ambizione che vuole estendere un dominio,non è la pretesa di costruire una città terrena che impone l’uniformità delle culture, l’omologazione delle religioni.È invece l’urgenza imposta dall’amore...». ■ «...Fedeli del popolo santo di Dio..., fedeli delle altre Chiese e confessioni cristiane..., figli di Israele..., uomini e donne che pregano Dio secondo la fede islamica e altre tradizioni religiose..., uomini e donne che ignorano o escludono Dio..., responsabili di tanti settori della società, autorità civili, militari..., permettetemi di rivolgermi a tutti così, chiamandovi fratelli, sorelle... Non è per pretendere una familiarità, piuttosto per offrire una intenzione di frequentazione quotidiana, di disponibilità ordinaria, di premurosa, discreta trepidazione per il destino di tutti. Fratelli, sorelle!...» Mario Delpini, omelia del Pontificale di ingresso in Diocesi, 24 settembre
 
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     SUOR PAOLA

suor Paola Saggiorato

amica della comunità

opera in Brasile a san Paolo

 

 

 

 
 
 
 
 
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Padre Franco Nascimbene
 

missionario comboniano

nativo di Malnate

opera a Bogotà in Colombia

 
 
 
Cari amici che mi seguite dall'Italia,
 
vi scrivo dal centro di Bogotá: stamattina sono stato al pronto soccorso di un ospedale della zona, dopo due giorni di forte diarrea:mi hanno trovato un po di parassiti nell'intestino e mi hanno posto tre flebo per recuperare i liquidi persi, poi mi hanno dato delle pastiglie per eliminare i miei simpatici ospiti e mi hanno consigliato un pomeriggio tranquillo mentre i suddetti facevano le valige e si preparavano ad emigrare durante la mia prossima produzione.
 
Approfitto di questo pomeriggio tranquillo per raccontarvi alcune delle mie ultime vicende.
 
Una ventina di giorni fa abbiamo avuto una notte di guerra nel nostro quartiere. Alle tre del mattino sono arrivati 300 poliziotti, hanno circondato tutta la zona, e sono andati direttamente alla casa di 15 dei ragazzi che stanno mettendo terrore nel quartiere. Spaccando vetri e porte se li sono portati via.
 
Al momento i vicini erano tutti contenti ma due cose ci hanno lasciati perplessi.
 
Il capo del gruppo quella notte non ha dormito nel quartiere: probabilmente i poliziotti lo avevano avvisato dell' intervento e cosí non è finito in galera.
 
Dopo due o tre giorni è giunto un nuovo gruppo di ragazzi che ha ripreso lo spaccio della droga: la polizia colpisce i più deboli ma non colpisce i capi della malavita.
 
Un mese fa è venuta a chiederci aiuto una familia che era in pericolo di vita perchè dei gruppi armati volevano ucciderli per evitare che contassero alcune cose che sarebbe stato meglio per loro non aver visto nè conosciuto.
 
Il gruppo armato era sulla loro pista e gliela abbiamo fatta perdere ,facendoli entrare in una grande struttura di una parrocchia amica che aveva due entrate in strade diverse. Mentre i loro nemici li aspettavano davanti alla porta dove erano entrati , io sono andato a prenderli con un taxi all'altra entrata della struttura della parrocchia e siamo così fuggiti ,facendo perdere le loro tracce.
 
Per ora abbiamo trovato per loro un nascondiglio e stiamo cercando di fare i documenti che permettano loro fuggire in un altro paese prima che sia troppo tardi.
 
Sabato scorso c'è stata la cresima di 13 adolescenti neri e dal prossimo sabato cominceremo con loro un gruppo giovanile afro.
 
Stiamo cominciando a preparare la novena di Natale  che è sempre un periodo di grandi attività: in quei giorni verranno a vivere su con me due giovani che si preparano per essere Comboniani, un colombiano ed un congolese.
 
L'ultima domenica di novembre stiamo preparando con tutti i gruppi che fanno qualcosa di buono nel quartiere una giornata festiva dove ogni gruppo avrà a disposizione uno spazio dove potrà presentare agli altri quelle che sono le sue attività, i suoi obiettivi ed i suoi sogni e nel mezzo ci sarà una piattaforma dove chi vuole potrà presentare musica, canti, danze, teatro...
 
E' una forma per rafforzare tra tutti la voglia di  lottare, di alimentare la speranza,  di credere che un altro mondo è possibile.
 
Augurando anche a tutti voi che non vi stanchiate di mantenere vivi questi sentimenti,
 
vi mando un abbraccio